LA MIA STORIA

Era la mattina del 6 dicembre 2003 quando Antonella Caruso, in stato di gravidanza da 19 settimane accusa un malore che la porterà a restare in coma per dieci mesi. Dopo un dispiacere avuto in famiglia (la scomparsa della nonna) Antonella ha il tempo di dire: “mi brucia la testa” e poi si accascia. La corsa all’ospedale “Garibaldi” e la prima diagnosi segnano irreparabilmente la vita di questa giovane donna.

La causa scatenante è una malformazione arterovenosa cerebrale congenita. Il 21 febbraio 2004 i medici decidono di far nascere la piccola Ylenia con taglio cesareo.

Il 16 marzo Antonella riceve l’olio santo dall’Arcivescovo di Catania; il 26 giugno lo stesso Arcivescovo battezza la piccola Ylenia nella stanza cui è ricoverata la mamma. Antonella non si può muovere, ne parlare ma piange al contatto fisico con la figlioletta.

Nei mesi successivi alcune complicazioni ritarderanno la riabilitazione di Antonella anche se alla fine dell’estate la giovane mamma migliorerà. In stato di coma vigile e dopo aver superato le fasi critiche il 4 ottobre viene trasferita ad Innsbruck per il momento più attesa dalla famiglia: la riabilitazione. Dopo 11 giorni un’embolia polmonare complica la situazione e la strappa dall’amore della sua piccina.

E’ il 15 ottobre del 2004, quando Antonella muore.