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LETTERA DOTATA DI
FILTRO OTTICO DELLE FIRME

Dovevamo vedere anche questa:
Nutrirsi è accanimento terapeutico
La Magistratura ha emesso la sua sentenza: staccare il sondino di alimentazione a Eluana Englaro. Il sondino rappresenta un fattore alimentativo non un accanimento terapeurico. Sospendere l’alimentazione a qualsiasi essere umano tanto più non libero nella scelta di interagire, è a nostro avviso, il più becero degli omicidi.
Non intendiamo polemizzare con la legge che si basa su codici e regole umane ma ci rivolgiamo ad un padre che nelle regole umane dovrebbe essere abituato a dare la vita e non la morte.
Morire di fame e di sete è la peggiore morte che si possa immaginare. Dramma tra l’altro già da tutti noi vissuto pochi anni fa nel 2005 e mai dimenticabile, per il caso giudiziario americano di Terry Schiavo dove a volere la morte era il marito.
Ebbene l’Italia si alzò in piedi per protestare sul principio imprescindibile del distacco dell’alimentazione. Ne fu investita l’intera collettività sociale, culturale, scientifica e non per ultima religiosa. Oggi di fronte ad un problema gravissimo di casa nostra, identico per circostanza e finalità, a difendere Eluana Englaro rimane solo la Chiesa.
Dove sono ora quegli intellettuali e quegli scienziati che al tempo di Terry Schiavo definirono il distacco alimentativo un vero e proprio omicidio?
In realtà il nostro paese è estremamente valido nello sputar sentenze su quanto accade all’estero ma incapace di riordinare i fatti di “casa propria” e ciò è dimostrato anche dal fatto di essere stati capaci di scrivere tante e tante leggi e codici, spesso e volentieri anche in contrasto tra di loro (consentendo alla malavita, di fare la “bella vita”) più che preservare l’integrità morale e fisica del cittadino.
Basterebbe rileggere la
Costituzione per capire quanto si disattende quella che è la vera Legge dello Stato.
L’Associazione
Roma novembre 2008 Gli Amici del Risveglio
“Antonella Caruso”

EUTANASIA
In greco antico significa “buona morte”. Correntemente ci si riferisce all’intervento medico volto ad abbreviare l’agonia di un malato terminale.
Eutanasia attiva
Il medico causa direttamente la morte del malato, per esempio attraverso la somministrazione di sostanze
Eutanasia passiva
Si procura la morte del malato indirettamente, sospendendo le cure volte a tenere ancora in vita il malato
Suicidio assistito
L'atto autonomo di porre termine alla propria vita compiuto da un malato con mezzi forniti da un medico
Testamento biologico
E’ un documento con cui formulare in anticipo il rifiuto delle forme di accanimento terapeutico in caso di malattia terminale o coma irreversibile
Accanimento terapeutico
Trattamento insistente che prolunga in modo artificioso le funzioni vitali di pazienti moribondi
ANSA-CENTIMETRI
IL MESSAGGERO
16 novembre 2008


IL MESSAGGERO 16 NOV 2008

CORRIERE DELLA SERA.IT
Finocchiaro: «Dichiarazioni fuori luogo, serve legge su testamento biologico»
Sentenza Eluana, destra e cattolici
«La Cassazione introduce l'eutanasia»
«È omicidio legalizzato». Vaticano: «Giudici arroganti». Mina Welby: «Oggi finisce il lutto di un padre»
ROMA - Primi commenti alla sentenza della Cassazione che in pratica autorizza la sospensione dell'alimentazione di Eluana Englaro, la donna 37enne da quasi 17 anni in coma irreversibile. Sul caso Englaro la posizione della Chiesa è chiarissima e non c'è bisogno di ribadirla, hanno affermato fonti vaticane ricordando l'affermazione del cardinale Barragan. Ma monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia della vita, ha detto che i giudici si sono dimostrati «arroganti» e che la sentenza «è di una gravità assoluta» perché in pratica autorizza l'eutanasia. Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali e deputato del Pdl: «Spero che il Pdl non si faccia trascinare in una guerra ideologica, ma torni alla proposta di legge del 2005 approvata dalla commissione Sanità del Senato con parere favorevole del governo Berlusconi».
EUTANASIA - Mara Carfagna, ministro per le Pari Opportunità: «Comprendo lo strazio della famiglia, ma togliere alimentazione e idratazione a un essere umano ancora in vita equivale a ucciderlo». «Una parte della magistratura rifiuta la tutela della vita umana, privilegia forme più o meno velate di eutanasia e di omicidio del consenziente e impone questa sua opzione al Paese violando le leggi in vigore», ha commentato il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. «La magistratura introduce in Italia l'eutanasia. Spetta al Parlamento restituire al popolo la sua sovranità con una scelta in favore della vita che ribadisca e renda evidenti le gravi responsabilità politiche dei magistrati che avallano scelte di morte». Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera: «Una legge sul testamento biologico era già la logica e inevitabile conseguenza della presa di posizione del Parlamento a proposito della sentenza della Cassazione». Isabella Bertolini, componente del direttivo del Pdl alla Camera, spera che «non si scateni un effetto domino difficilmente controllabile». È amareggiata Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare: «Non c'è nessun obbligo né da parte dei medici né delle strutture pubbliche. Mi auguro che altre regioni facciano come la Lombardia e la Toscana, che hanno chiaramente detto che la sospensione delle terapie per Eluana da loro non si può fare». Luca Volontè, deputato Udc: «La Cassazione autorizza il primo omicidio di Stato in nome del popolo italiano. L'omicidio di Eluana non può rimanere impunito». L’associazione Scienza e vita chiede che, in quanto «si tratta di una condanna a morte, non solo assistano alcuni testimoni, ma possa essere registrata in video». Franco Cuccurullo, presidente del Consiglio superiore di sanità: «È una sentenza che non mi piace, ma che va rispettata». Fabio Rizzi, capogruppo leghista in commissione sanità del Senato: «La magistratura la smetta di tentare di sostituirsi al Parlamento».
«FINISCE LUTTO DEL PADRE» - «Oggi finisce il lutto del padre di Eluana Englaro», ha commentato Mina Welby. «Accettare la volontà di Eluana è stato un grande atto di amore». Secondo Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e co-presidente dell'associazione Luca Coscioni, «i giudici della Cassazione hanno dimostrato di essere in sintonia con la maggioranza del Paese. Si è parlato di omicidio, si è lasciato credere che Eluana sarebbe stata lasciata morire di fame e di sete, mentre staccare il sondino che la alimenta significa consentire che si possa spegnere senza soffrire, un dato ampiamente provato scientificamente». Per Vincenzo Carpino, presidente dell'Associazione anestesisti e rianimatori ospedalieri italiani, «è una decisione difficile, ma giusta dopo un'attesa di venti anni che permette di stabilire che lo stato vegetativo è irreversibile. Se la ragazza aveva espresso il consenso alla morte, va rispettato il diritto dei genitori a realizzare la sua volontà». Silvio Garattini, direttore dell'Istituto farmacologico Mario Negri e componente del Consiglio superiore di sanità e del Comitato nazionale di bioetica: «Mi pare che sia la decisione giusta per un caso che non presentava nessuna possibilità di miglioramento». Massimo Donadi, presidente dei deputati Idv: «È una decisione corretta in mancanza di una legge». Anna Finocchiaro, presidente del gruppo Pd al Senato: «La Cassazione non ha fatto altro che ribadire la necessità che si trovi al più presto una soluzione per garantire il diritto all’autodeterminazione del paziente. Trovo fuori luogo le dichiarazioni violente che stanno giungendo da esponenti del centrodestra. Andare avanti così non ha più senso, serve al più presto una legge sul testamento biologico».
CSM E ANM - Il Consiglio superiore della magistratura potrebbe intervenire a difesa dei giudici della Cassazione per gli attacchi politici provenienti dallo schieramento di maggioranza dopo la sentenza sul caso Englaro. SecondoMario Fresa, di Movimento per la giustizia, «per la prima volta gli attacchi politici hanno alzato il tiro perché riguardano l'organo supremo della giurisdizione, quali sono le sezioni unite della Cassazione». «Rispetto» per la Cassazione e solidarietà ai giudici «oggetto di insulto e aggressione» è stato espresso anche dall’Associazione nazionale magistrati.
13 novembre 2008

L'odissea giudiziaria di Eluana
•18 gennaio 1992 Eluana Englaro entra in coma dopo un incidente stradale.
•19 dicembre 1996 Beppino Englaro diventa tutore di Eluana.
•19 gennaio 1999 Beppino chiede l'autorizzazione per l'interruzione della nutrizione artificiale. Il 1° marzo 1999 il Tribunale di Lecco dichiara inammissibile l'istanza; il 14 marzo fa Corte d'Appello di Milano la dichiara ammissibile, ma la rigetta: occorre un nuovo iter.
•26 febbraio 2002 nuovo ricorso al Tribunale di Lecco. II 20 luglio il ricorso è dichiarato ammissibile ma rigettato. Poi viene rigettato anche dalla Corte d'Appello di Milano.
•21 novembre 2005 Franca Alessio viene nominata curatore speciale.
•6 marzo 2007 ricorso dei tutore e del curatore speciale alla Corte di Cassazione. II 16 ottobre la Suprema corte autorizza l'interruzione delle cure.
•9 luglio 2008 la Corte d'Appello di Milano autorizza l'interruzione dell'alimentazione. Poi il ricorso in Cassazione.

Non vi è dubbio che la vicenda umana di Eluana ENGLARO sia un caso
emblematico e complesso.
La giovane donna, vissuta per sedici anni in stato di coma latente ed
alimentata dalle macchine è oggi al centro di un’intricatissima battaglia
legale. Da una parte, accanito sostenitore del diritto di “staccare la
spina” suo padre, tra l’altro riconosciutogli recentemente anche da
un’ordinanza del Tribunale di Milano, dall’altra l’intero universo
cattolico, con la Chiesa in testa, che ravvisa in questo “comportamento”,
una implicita legittimazione dell’Eutanasia. E’ vero, nessuno ha il
diritto di disporre delle volontà di chi si trova in uno stato “non
cosciente” e quindi di non intendere e volere ma… se vale questo principio
universalmente noto, a maggior ragione deve valere altrettanto principio
morale e materiale che nessuno può e deve disporre dell’esistenza in vita
o in morte di nessuno, tanto meno un giudice di Tribunale perché, in
queste specifiche circostanze, l’unico Tribunale avente “giurisdizione” è
quello di Dio.
Noi di questa Onlus, ci schieriamo a favore della posizione della Chiesa
di Roma, perché nessuno ha il diritto di disporre della propria esistenza
secondo o meno la scelta di una buona o cattiva “qualità della vita”
figuriamoci poi della vita degli altri. E poi per un altro “incredibile”
motivo: non vogliamo assistere nuovamente, come genere umano, al ripetersi
della tristissima, lenta e disumana condizione che fu quella di Terry
SCHIAVO, fatta morire da un inesorabile stillicidio di dolorosissimi
spasimi dovuti alla sete ed alla fame, da una “sentenza legale” voluta dal
marito in onore al diritto di “rifarsi un vita”. Che la vita se la
rifacciano pure ….. Ma non al prezzo della “vita” degli altri.
Vincenza Trentinella
Direttore Generale

Corrieredellasera.it
Dal febbraio 1990 in persistente stato vegetativo
La lunga agonia di Terri
Ecco le principali tappe di una battaglia legale durata 15 anni condotta dal marito e dalla famiglia della donna della Florida
1990 - IL COLLASSO Il 25 febbraio Terri, che ha 26 anni, ha un collasso in casa per uno squilibrio del potassio e le si ferma il cuore. I danni al cervello sono irreparabili e la riducono in stato vegetativo.
1992 - LA CAUSA Michael Schiavo, il marito, vince una causa di «malpractise» contro i medici che hanno malcurato la moglie per un totale di un milione di dollari di risarcimento.
1993 - «NON RIANIMARE» Il 14 febbraio Michael e i genitori di Terri hanno uno scontro sui fondi del risarcimento e l'assistenza ricevuta dalla donna. Michael inserisce l'ordine «Do non Resuscitate (non rianimare)» nella cartella medica di Terri e il 29 luglio gli Schindler, Bob e Mary, chiedono in tribunale di togliergli la tutela legale. Nel 1994 la richiesta viene negata.
1998 - «STACCARE LA SPINA» In maggio Michael chiede di rimuovere il tubo dell' alimentazione artificiale. Nel 2000, l'11 febbraio, il giudice Greer accoglie la richiesta.
2001 - SCONTRO TRA GIUDICI Il 24 gennaio la Corte d'Appello conferma la decisione di Greer, che fissa al 20 aprile la data per il distacco. La Corte Suprema della Florida si rifiuta di intervenire. Il 24 aprile il tubo è staccato ma due giorni dopo il giudice Frank Quesada ordina di reinserirlo. Schiavo ricorre in appello, la Corte d'appello rimanda il caso a Greer. Greer dà ragione a Michael e gli Schindler tornano in appello con la testimonianza di sette medici che Terri può riprendersi. Il 3 ottobre la Corte d'appello rinvia senza data il distacco delle macchine che la tengono in vita.
2003 - INTERVIENE JEB BUSH Il 6 giugno il Secondo Distretto della Corte d'Appello convalida la sentenza di Greer di staccare il tubo. Il 7 ottobre il governatore della Florida Jeb Bush chiede a una corte federale che Terri sia tenuta in vita ma la sua mozione viene respinta. Il 15 ottobre i medici rimuovono il tubo. In extremis il 21 ottobre il parlamento statale approva la prima cosiddetta «Legge Terri» che autorizza Bush a intervenire. Bush ordina che il tubo sia riattaccato. I medici obbediscono. Il 2 dicembre un esperto indipendente stabilisce che «non c'è ragionevole speranza» che Terri migliori.
2004 - LA CONDANNA DEL PAPA Il 23 settembre la Corte Suprema della Florida decreta in settembre che la «Legge salva-Terri» è incostituzionale. Il 22 ottobre Greer rifiuta un nuovo processo chiesto dagli Schindler sulla base delle affermazioni di Papa Giovanni Paolo II secondo cui negare alimenti e idratazione a un disabile costituisce peccato. La decisione è confermata in appello.
2005 - LEGGE SALVA TERRI Il 21 febbraio scadono i termini per la rimozione del tubo ma il giudice Greer autorizza una serie di rinvii. Il 10 marzo Greer respinge un rinvio chiesto dallo stato della Florida e il 16 la Corte d'Appello si rifiuta di fermare la rimozione del tubo. La Camera dei Rappresentanti passa una legge per tenere Terri in vita e così anche il 17 marzo la Camera dello stato della Florida ma non il Senato e il provvedimento statale si arena.
2005- RIMOSSO IL TUBO Il 18 marzo giudice della Florida, George Greer, ordina la rimozione della sonda che alimenta Terri, accogliendo la richiesta del marito Michael. Il 21 marzo la Camera degli Stati Uniti approva la cosiddetta legge «salva Terri», che era già stata votata all'unanimità dal Senato. Con procedura assolutamente eccezionale il presidente George W. Bush la firma nel cuore della notte.
2005 - IL NO DELLA CORTE Il 24 marzo la Corte Suprema Usa respinge la richiesta d'urgenza dei genitori di Terri. Il 26 marzo il giudice statale George Greer respinge l'istanza dei genitori - che intanto si sono appellati al governatore Jeb Bush - per tornare ad alimentare la figlia, alla quale viene intanto somministrata una dose di morfina.
2005 - ESTREMA UNZIONE - Il 27 marzo, giorno di Pasqua, Terri riceve la comunione. Il giorno dopo le viene impartita l'estrema unzione. Le sue condizioni cominciano a deteriorarsi il 29 marzo, mentre la donna entra nel 12esimo giorno senza alimentazione. Il 31 marzo, a sorpresa, i genitori di Terri tentano nuovamente la carta del ricorso alla Corte suprema per chiedere che venga ripristinata l'alimentazione della figlia. La Corte suprema, con una decisione rapidissima e con una sola frase di motivazione, respinge il ricorso.
2005 - LA MORTE Il 31 marzo Terri muore. Sono le 10.00 locali, le 17.00 italiane. Aveva 41 anni.
01 aprile 2005
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