“Nuove possibilità di cure per i nostri figli malati”
Bordighera, 30 ottobre – 1 novembre 2009
Carissimi amici,
sono davvero
dispiaciuta di non poter essere oggi con voi ad aprire i lavori di
questo Primo Congresso Scientifico sul tema delle “Nuove possibilità
di cure per i nostri figli malati”. Vorrei comunque che vi giungesse
il mio plauso per questa importante iniziativa di elevato profilo etico
e scientifico.
In particolare, il mio saluto va alle famiglie di quanti sono colpiti da
alcune fra le più terribili patologie conosciute, come la paralisi
cerebrale, l’autismo, l’epilessia; persone che pur avendo a che fare
ogni giorno con un figlio gravemente malato, spesso immobile, “lontano”,
incosciente, non solo non perdono la speranza, ma amano con maggior
vigore e curano, se possibile, con maggiore determinazione i loro cari:
è proprio nelle situazioni più difficili, infatti, che siamo chiamati ad
una maggiore attenzione, ad un ascolto particolare, ad un ascolto che
tutti noi dovremmo imparare a dare.
Purtroppo, sia parte del mondo scientifico che di quello dei media,
assistiamo spesso ad un’informazione caratterizzata da scarso
approfondimento nel definire situazioni delle quali in realtà si sa
ancora molto poco, soprattutto quando si parla di stati vegetativi e di
coma. A questo proposito il nostro Ministero ha elaborato un Glossario:
la confusione, anche terminologica, che regna su questi temi rischia,
infatti, di diventare concettuale; troppo spesso abbiamo sentito dire,
anche da autorevoli specialisti, che si tratta di una condizione di non
persona o di una condizione di non vita.
E’ questo, prima di tutto, l’equivoco da abbattere: ognuno di noi è
pienamente persona e questo riconoscimento della qualità personale non
deve avere nulla a che fare con la condizione di disabilità in cui
ognuno di noi può venirsi a trovare, con le cose che si riescono o non
si riescono a fare da soli, con la capacità o meno di comunicare.
Credo che questo cammino, che è fatto di azioni concrete, tese ad
assicurare le cure migliori e più moderne, ma anche di un percorso di
sensibilizzazione dell’opinione pubblica, sia estremamente importante.
Soprattutto, credo che sia importante che questo cammino si faccia
insieme.
Nel rinnovare il mio più sincero ringraziamento, auguro di cuore a tutti
voi buon lavoro.
On.
Eugenia Roccella
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A seguito della relazione del Prof. Sergio Canavero
tenutasi nel secondo giorno di sessione del Congresso ed esattamente
sabato 31 ottobre c.a. a Bordighera, ed incentrata sul suo Progetto di
Ricerca, oggi realtà curativa per i pazienti in stato di coma: “Progetto
Lazzaro”, sono emersi gravi spunti di critica sulla conduzione degli
ultimi vent’anni della sanità italiana. A detta dell'illustre scienziato,
quest'ultima è mantenuta tra menzogne e sottosviluppo culturale della
ricerca, da baroni più interessati all'esercizio della politica della
sanità che dalla capacità curativa della medesima.
Al fine di dare maggiore chiarezza alle affermazioni
dell'illustre ricercatore Canavero, l' "Ufficio Stampa" di questa Onlus
ha raccolto, dalla sua viva voce un'esclusiva intervista, qui di seguito
fedelmente riportata in ogni sua parte :
“Bugie e menzogne della Medicina accademica ufficiale: vi nascondono
molte verità, specialmente nel campo degli stati vegetativi “ : Così ha esordito ieri mattina il Dott. Sergio
CANAVERO, Direttore del Centro di Neuromodulazione avanzata, di Torino,
nel presentare la sua relazione e la sua scoperta scientifica appunto il
“Progetto Lazzaro”, al I Congresso Scientifico che in questi giorni, 30
- 31 ottobre e 1 novembre si sta tenendo al Palazzo del Parco a
Bordighera, alla presenza di autorità del campo della ricerca medica
convenute da diverse parti del mondo, come il dottor Maxim RASKIN, del
centro Adeli della Slovacchia, il prof. John WONG PhD , ricercatore
sulle cellule staminali, di San Diego in California o ancora la
Dottoressa FEINGOLD direttore della Valley HEALTH di New York . Voluto
ed organizzato dalla Onlus Gli Amici del Risveglio - Antonella Caruso -
il Congresso guidato nell’organizzazione dal Direttore Generale della
Onlus, Vincenza TRENTINELLA e sotto la Direzione scientifica della
Dottoressa Gabriella LESMO , ha richiamato nella storica cittadina della
Riviera, appunto Bordighera, il meglio dei protagonisti della ricerca
internazionale e nazionale. Proprio da quest’ultima, da casa nostra,
spicca appunto il brillante scienziato Sergio Canavero che ha così
proseguito: -“ Prima bugia 1-l’esame clinico di un paziente in stato
vegetativo è errato fino al 43% dei casi: ovvere quasi la metà.
Un esame clinico NON è l’ultima parola nel definire un paziente
vegetativo. E’ necessario effettuare un’esame di neuroimmagine come una
risonanza magnetica funzionale, cosa non fatta per la Englaro !
Inoltre proprio ad ottobre è stato comunicato come i criteri per
definire uno stato di minima coscienza attualmente usati vadano
riformulati e resi meno stringenti.
Cio’ significa che molti pazienti vegetativi con i nuovi criteri
sarebbero riclassificati come minimamenti consci.
Dato tutto ciò, il parere di Defanti, con pochissimi
lavori peer-reviewed nel campo, come medico curante è del tutto
insignificante” . - E’ un fiume in piena il parlare del dott Sergio
Canavero, che prosegue: -“ Seconda bugia 2- l’esame neuropatologico
di pazienti in stato vegetativo posttraumatico anche a distanza di anni
dimostra che la corteccia è risparmiata in almeno due terzi dei casi.
Quindi il concetto di stato apallico, cioè senza corteccia funzionale, è
errato: anche le immagini di risonanza e di scintigrafia cerebrale (PET,
SPECT) dimostrano come diversi di questi pazienti hanno zone di attività
cerebrale legata a processi cognitivi superiori e persino coscienza tout
court. Quindi, la Englaro poteva certamente avere attività cognitiva e
persino di coscienza, che l’esame neurologico non poteva dimostrare.
L’asserzione che la corteccia della Englaro non c’era più è falso, in
quanto nello stato vegetativo post-traumatico, il problema è a livello
profondo (talamo). Anche in questi casi, solo alcune zone del talamo
sono colpite“. - E ancora: - “Terza bugia 3-Esistono due farmaci
(baclofen, zolpidem) che hanno restituito coscienza piena a pazienti in
stato vegetativo, sin a partire dagli anni 90. Non si ha notizia che la
Englaro sia stata trattata”.
“Quarta bugia 4-da mezzo secolo si utilizza la
stimolazione cerebrale profonda per trattare stati di alterata coscienza.
Terry Schiavo peraltro era stata sottoposta a stimolazione cerebrale di
profondità e spinale cervicale, senza risultato. Infatti, la
stimolazione di profondità si è rivelata inutile dopo l’anno di stato
vegetativo, ma ha dato risultati nei primi mesi. Come mai l’Englaro nel
1992 non è stata sottoposta a tecnica di stimolazione cerebrale che
avrebbe potuto aiutarla? Defanti doveva saperlo. Domanda :che la
stimolazione corticale possa restituire almeno parzialmente coscienza a
pazienti vegetativi è stato dimostrato da due gruppi indipendenti (Canavero
2007, Pape 2008). Come mai non è stata presa in considerazione per la
Englaro?
Quinta bugia 5-questi pazienti soffrono il dolore,
non è vero il contrario.togliere acqua e cibo come dice Marino “si
addormentano senza soffrire” è una bugia basata sulla ignoranza“. -
E conclude: - Marino e Veronesi sono chirurghi generali senza alcuna
competenza neurologica. Il loro parere è superfluo. Possiamo dire, dunque che la Englaro è stata sacrificata ?
“ No ! E’ stata giustiziata !